giovedì, dicembre 31, 2009

Addio anni 0

Oggi si chiudono gli anni 0 (2000, 2001, ..., 2009).
Nel 2000 ero all'ultimo anno di università. Frequentavo il gruppo Samuele cercando di capire cosa volessi fare della mia vita. Ricordo che chi lo conduceva ci disse di cercare quella cosa caratteristica di noi, quello che ci rendeva unici, la parola che Dio ci aveva affidato, la nostra profezia. Ci disse "Ognuno ha da dire qualcosa a nome di Dio. E se lui non la dice quella cosa resterà non detta.".
Dieci anni dopo ho capito due cose: che la mia strada è l'insegnamento, è la cosa che so fare davvero, e attraverso quella testimoniare ciò in cui credo e aiutare chi ho davanti a cercare la sua strada, quella vera, quella in salita, faticosa, ma quella che mentre cammini sei soddisfatto, sei contento. Non dimenticherò mai la soddisfazione durante la mia prima lezione. Durante la pausa pensavo che insegnare quel corso era uno dei miei sogni. Ed era lì, realizzato. I sogni non si realizzano tutti (anzi...) ma realizzarne anche uno solo compensa abbondantemente tutte le delusioni.
La seconda cosa che era uscita dal gruppo Samuele era la voglia di non lasciar correre. Io sono un rompiballe. Lo so, ne sono conscio, anzi, ne sono fiero. Ci sono battaglie che vanno combattute solo perché son giuste, anche se sono perse in partenza. Si chiama testimonianza. A dieci anni di distanza posso dire di non avere smesso. Se credo in una cosa lo dico. Se una cosa è sbagliata lo dico. Io credo in un mondo migliore. E credo che per migliorarlo bisogna partire dai difetti per correggerli. Quando si va dal medico si vuole lui ci dica la malattia che abbiamo, solo così possiamo curarla. Mi sono beccato tante volte del'ingenuo. Ma tante volte poi le cose sono cambiate davvero. Io credo davvero in quello che faccio. Anzi, io Credo, con la C maiuscola. E non ho intenzione di smettere.

Gli anni 0 in Italia

Oggi finiscono gli anni 0 (2000, 2001, ..., 2009).
Ho attraversato gli anni 80 da bambino. Di loro mi mancano i cartoni animati (quelli che oggi vendono in edicola, allora ce li guardavamo gratis) e le serie TV belle (Happy Days, Arnold, ...).
Poi sono arrivati gli anni 90, che ho attraversato da liceale e da studente di ingegneria. Erano anni carichi di speranza. Tangentopoli, la discesa in campo di Berlusconi, l'Ulivo di Prodi, ... erano tutte cose che da una parte e dall'altra si guardava con speranza. Una speranza che sul finire del decennio hanno un po' bruciato.
Poi ci siamo sorbiti gli anni 0. Gli anni della rassegnazione. Finiamo questi anni con esattamente tutti gli stessi protagonisti politici dell'inizio del decennio. Ci siamo rassegnati a tenerceli. Le persone in questo decennio hanno imparato ad accettare come normali cose assurde: ti offrono un lavoro da 800 euro al mese (9600 euro l'anno) che non ti permetterà mai di avere una vita autonoma e mettere su famiglia, dovresti essere incazzato, poi magari lo accetti lo stesso perché non hai alternative, ma non pensi di essere fortunato. In Inghilterra un apprendista autista prende 20.000 sterline l'anno. Paga il 20% di tasse. Gli restano in tasca 16.000 sterline. Quello che serve per vivere una vita propria senza dipendere dai genitori.
Invece ci siamo rassegnati a vivere elemosinando, ad aver bisogno di altri.
Sono anche stati gli anni in cui si sono sdoganate cose incredibili: su Facebook i gruppi razzisti crescono come funghi. Sta diventando normale vantarsi di disprezzare altri esseri umani.
Ma...
Sì perché c'è sempre un ma.
Questi anni 0 stanno finendo con un risveglio. Penso al popolo viola. Penso ai giovani del PDL siciliani che hanno regalato il libro di Gomez sulla mafia ai loro parlamentari regionali. Penso al fatto che negli Stati Uniti un presidente di colore ha appena fatto approvare una riforma sanitaria impensabile fino a pochi anni fa. Penso alle decine di giovani nei consigli comunali o provinciali che tollerano a fatica i dirigenti dei loro partiti che stanno ancora vivendo nel secolo scorso.
Non fosse altro che per ragioni anagrafiche gli anni 10 finiranno con una nuova classe dirigente. A destra come a sinistra chi macina idee vive superando i vecchi steccati. Come sempre, è solo questione di tempo.

Sarò matto, ma io credo che nei prossimi 10 anni ci tireremo su. Perché l'Italia in fondo è un grande paese, capace di tirare fuori il meglio proprio quando sta peggio.

giovedì, dicembre 24, 2009

Nucleare

Probabilmente il fatto di essere disabile mi rende paranoico su certe cose, ma leggere che dove ci sono centrali nucleari aumentano le malformazioni mi spaventa moltissimo. E anche leggere che l'Enel costruisce centali nucleari in Slovacchia (a due passi da noi) senza guscio di protezione perché è improbabile degli aerei cadano lì è terrificante. Basta un incidente non previsto o un attentato per riportarci ai tempi di Chernobil?
Esistono alternative che si stanno rivelando più economiche e più sicure. Perché giocare con la vita?

La giostra del nucleare italiano ha riaperto. Il Consiglio dei ministri di martedì ha deliberato i criteri per selezionare i siti delle nuove centrali previste dal governo e i depositi per le scorie. Meno di sei mesi per identificare siti idonei a una lunga lista di requisiti: reperibilità di grandi quantità d’acqua (foci dei fiumi o mare), stabilità sismica, lontananza dai centri abitati, rilevanza tattica in caso di conflitto, facilità dei collegamenti su ferro e gomma, per citarne alcuni. Saranno le aziende interessate alla costruzione dei nuovi impianti a proporre i siti. Se alla diffusa instabilità sismica tipica della nostra penisola si aggiunge l’enor me quantità di acqua necessaria al raffreddamento dei circuiti idraulici – prima causa di inattività delle centrali durante le calde estati che i cambiamenti climatici ci regalano – le aree possibili si contano sulle dita delle mani. Un sistema di incentivi indorerà la pillola ai comuni limitrofi, molti convinti che la vicinanza alle centrali francesi rappresenti già un rischio imminente, per cui non c’è differenza ad avere 4-5 centrali in più nel nostro Paese, tanto meglio se questo aiuta a sostenere il budget comunale. Peccato che le centinaia di piccoli incidenti e fuoriuscite minori abbiano reso la vita molto difficile agli abitanti delle zone limitrofe. L’aumento delle neoplasie nella popolazione e delle mutazioni genetiche riscontrate nella fauna sono caratteristiche rilevate in molte aree circostanti centrali nucleari o siti di stoccaggio.
Il guano dei gabbiani che volano intorno al centro di riprocessamento per scorie nucleari di Sellafield, in Gran Bretagna, ha presentato percentuali consistenti di isotopi radioattivi.

Ma in Italia sarà diverso. Un recente servizio della trasmissione Report ha raccontato la vita vicino alle centrali nucleari: acqua di falda compromessa, nuovi elettrodotti per la distribuzione, livelli di radioattività superiori alla norma. Questa volta, tuttavia, ci dicono che le centrali verranno costruite secondo
i criteri più restrittivi.
Quello che succede nei due unici cantieri al mondo dove viene utilizzata la stessa tecnologia prevista in Italia dimostra però come vi siano numerosi punti irrisolti sull’affidabilità degli impianti. I progetti delle due centrali in costruzione in
Europa, ad opera di un consorzio di aziende che include Enel tra gli investitori, sono stati dichiarati non idonei sia per la mancanza delle simulazioni di impatto per velivoli di grande taglia, sia per gravi lacune strutturali nell’impostazione dei sistemi di sicurezza. Enel, d’altro canto, preferisce inviare i suoi ingegneri a farsi le ossa sulle centrali di vecchia generazione in costruzione in Slovacchia.
Ottima idea, se non fosse che la centrale di Mochovce, che l’azienda sta completando attraverso la controllata Slovenske Electrarne, è priva di guscio di contenimento. Un eventuale incidente aereo sulla centrale o la fuoriuscita di materiale fissile sarebbero una catastrofe. Enel spiega l’assenza di un guscio di contenimento in quanto la caduta di un aereo sulla centrale è un evento improbabile.
L’impostazione strutturale di un impianto generativo nazionale basato su grandi centrali in grado di distribuire energia sulla lunga distanza è di vecchia
concezione. L’energia dovrebbe essere generata il più possibile vicino all’utenza per ridurre le ingenti perdite da ritrasformazione e trasporto attraverso gli elettrodotti, i costi, l’inquinamento elettromagnetico. La cosiddetta generazione distribuita, pilastro del futuro energetico mondiale, è osteggiata sia dalla volontà politica di investire nella direzione opposta, sia dalla difficoltà strutturale di creare una nuova rete elettrica intelligente.
Il decreto del governo include anche l’identificazione del sito di stoccaggio definitivo. La Francia, paese a maggior concentrazione di nucleare civile al mondo, ha impiegato anni di studi e ancora oggi non possiede una soluzione definitiva per
lo stoccaggio delle scorie. Gli Stati Uniti, dopo oltre 20 anni di studi nel centro di Yukka Mountain, in Nevada, hanno più volte interrotto gli scavi sin dal primo
ritrovamento di plutonio in acqua di falda nel 1997, bloccato i lavori dopo la pubblicazione di un rapporto secretato che dimostrava l’inefficacia del guscio
argilloso
e ad oggi stanno ancora discutendo sull’eventuale scelta di mantenere i rifiuti in un centinaio di centri superficiali, invece che in un unico sito in profondità. Nel paese dove crollano le scuole nelle aree a basso rischio sismico, occorre veramente mettere alla prova questo paese con una tecnologia così pericolosa?

Soldi regalati a Roma, altro che "salviamo il GP di Monza"

Leggo che in Finanziaria si danno al Comune di Roma
quasi mezzo milione (450.000 euro) per un “programma di azioni finalizzate allo sviluppo economico del tessuto produttivo della capitale”

Ora, tutti quelli che condividono gruppi contro lo spostamento del GP di Monza a Roma, non potrebbero in Parlamento votare contro certe norme, così magari a Roma non hanno i soldi da buttare per costruire un circuito?

mercoledì, dicembre 23, 2009

Il disastro dei treni.

Un ingegnere spiega perché non ci sono i soldi per gestire i treni in modo ragionevole.
Altro che "biglietti economici". Un milione di euro l'anno per l'amministratore delegato, due consigli d'amministrazione da pagare, un miliardo l'anno tolto alla manutenzione e spostato alla TAV (che doveva essere finanziata con altri soldi).

Freddo. Pioggia. Neve. Visto che non è estate, le stagioni, almeno quelle, sono normali. A differenza delle Ferrovie, amministrate da un manager da un milione di euro l’anno: in tilt e in un silenzio imbarazzante e bipartisan. “Moretti fa solo comunicazione e propaganda” sentenzia l’ingegnere Ivan Cicconi, uno dei massimi esperti di infrastrutture. “Nel processo di liberalizzazione del servizio le funzioni sono state separate: la gestione dell’infrastruttura a RFI: il servizio ferroviario a Trenitalia. Due società con due Cda, due amministratori ben retribuiti. Ma nessuno risponde di nulla”.
[...]

Sì, e poi dice che negli altri paesi sono state cancellate più corse che in Italia. Omettendo che si tratta di cancellazioni programmate di cui gli utenti vengono informati per tempo. Il 70% delle cancellazioni effettuate in Italia sono state annunciate dopo l’orario di partenza del treno. Addirittura, posso testimoniarlo personalmente, accade che un treno venga annunciato in arrivo con ritardo. Uno oblitera il biglietto, poco dopo il treno viene soppresso e non si ha diritto al rimborso perché il biglietto è stato obliterato. Negli altri paesi quando i treni vengono cancellati esiste il rimborso cash. Qui nessun rimborso e se va bene un buono del 50% ma solo per ritardi che superano i 30 minuti.

[...]

E nessuno sa che due giorni dopo l’inaugurazione, la galleria dell’Alta velocità Bologna-Firenze, è stata chiusa per problemi di sicurezza e non aveva ancora nevicato. Lo Stato dal 1992 ad oggi ha speso per l’Alta velocità quasi 48 miliardi di
euro. Un terzo è venuto dalle varie leggi finanziarie, un terzo da quello che hanno spacciato come finanziamento privato mentre era debito a carico dello Stato, 13 miliardi di euro; il restante dai trasferimenti che ogni anno lo Stato dà a Fs
per la sola gestione dei servizi universali che sono stati dirottati sull’Alta velocità in maniera illegittima. Si tratta di circa un miliardo di euro ogni anno da 15 anni a questa parte.

domenica, dicembre 20, 2009

Esempi di come gestiscono le cose PDL e Lega

Due esempi di come sono capaci di gestire le cose i govermanti della destra italiana. Qui leggiamo che domani nevicherà 4 ore, e il modo in cui il vicesindaco di Milano intende affrontare la cosa è "State a casa". Possibile che una città come Milano non possa gestire una nevicata? Caro De Corato, vattene tu a casa e lascia il posto a qualcuno che sappia fare il suo lavoro.

Invece qui abbiamo un esempio di come PDL e Lega tutelino i fondi dello stato e le tradizioni italiane: abbiamo un Gran Premio a Monza famoso in tutto il mondo, sprechiamo milioni di euro per spostarlo a Roma. Il tutto mentre i senatori della Lega riescono al massimo a creare gruppi su facebook per far finta di protestare. Ma ui soldi per costruire il circuito da dove arrivano? E dov'era la Lega mentre si sciupavano queste cifre al solo scopo di scippare il Gran Premio da Monza?

martedì, dicembre 15, 2009

Chi fomenta l'odio?

Domenica a Milano un matto, estraneo a qualunque organizzazione politica e in cura psichiatrica da 10 anni, ha colpito al volto il premier Silvio Berlusconi.

Colpire una persona è sempre sbagliato. Quel tizio è un pazzo criminale e va arrestato. I tizi che si dicono suoi fan e lo definiscono un eroe sono degli imbecilli e dei criminali. Esiste un reato per questo comportamento: si chiama apologia di delitto ed è previsto all'art 414, comma 3 del codice penale

Chi definisce eroe un criminale è un imbecille e un criminale.

Siamo tutti d'accordo? Confermiamo tutti?

Bene.

Vittorio Mangano (Palermo, 18 agosto 1940 – Palermo, 23 luglio 2000) è stato un criminale italiano pluriomicida legato a Cosa Nostra.

Berlusconi lo ha definito un eroe. Cos'è Berlusconi?

Ok. Va bene. Già lo so. Io sono uno di quelli che alimenta il clima d'odio. Io?

Ricordate Berlusconi che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo,
dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi?
E Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”?
E Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico? E dice “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”?
E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioo” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”?
E la proposta di affondare i barconi che vengono dal mare carichi di disperati?

E, sempre per capire, secondo voi chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei
comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale?

No così, giusto perché l'atto di un matto non ci faccia scordare in che situazione viviamo.

mercoledì, dicembre 09, 2009

Perdona...

Padre, perdona loro,
che non sanno quello che fanno:
in nome della fedeltà a Dio,
sterminano gli infedeli;
in nome della sicurezza,
seminano paura;
in nome del progresso,
ignorano le persone;
in nome dell’efficienza,
calpestano i deboli;
in nome del diritto,
uccidono la giustizia.
Padre, perdona me
che resto inoperoso a guardare
questo spettacolo disgustoso.

venerdì, dicembre 04, 2009

Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. «Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile». Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo: «Queste sono le tue sofferenze». Tutta l’acqua del bicchiere s’intorpidì e s’insudiciò. Il maestro la buttò via. Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima. «Vedi? - spiegò il maestro - la cenere rappresenta i tuoi problemi, le tue incertezze, le tue paure. Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare».